La città perduta di Alexis

Capitolo 8

Di come la Compagnia riceve una proposta decente da un tipo indecente e poi, stavolta per davvero, ogni cosa è illuminata.

Blargh e Davos hanno risolto la situazione come sempre. Idre, vampire e accoliti sono stati sconfitti e la compagnia si ritrova provata nel corpo e nello spirito.
Ma intanto Aclor Ren e lo gnomo Myrtle sono scomparsi e non ci si può fermare. Zaitsun trova una porta che Nero apre al primo colpo, con sconcerto di tutti e dello stesso Nero che fino a quel momento non è riuscito ad aprire neanche la tasca del suo stesso zaino. E infatti il ladro reagisce al suo successo esultando in modo osceno, persino per Zaitsun che ne ha viste e provate di ogni.

I nostri avventurieri varcano la soglia della porta e si portano al piano superiore del palazzo dove troveranno uno spettacolo di morte: su un lungo corridoio si affacciano quelle che presumono siano le aule dell’accademia; dentro ognuna di esse segni di lotta, sangue, cadaveri e brandelli di corpi. Non curanti della desolazione attorno a loro, i nostri si mettono alla ricerca di qualcosa di utile.
Solomon trova due libri, uno di Storia l’altro di Geografia. Blargh gli strappa dalle mani quest’ultimo. “Lo userò come carta da culo” tiene a precisare seppure nessuno glielo abbia chiesto.
Shynt trovano un dito con un anello. Zaitsun pretende il dito, per farci cosa solo gli dei lo sanno. I drow si tengono l’anello che, a quanto ne dice Solomon, probabilmente non ha un grande valore.
In un altra aula, in una teca c’è un anello che emana una luce particolarmente vivida. Zaitsun se ne impossessa battendo Solomon sul tempo che ovviamente si fa subito sprezzante come la proverbiale lince delle montagne che non riesce ad arrivare alle uova di drago.
La compagnia trova altri oggetti da utilizzare o da rivendere, ma a detta di Solomon si tratta sempre di cianfrusaglia senza valore. Shynt però colgono la scintilla di bramosia negli occhi del mago e lo prendono da parte: gli conviene collaborare con gli altri o potrebbe trovarsi in guai seri la prossima volta che ci sarà da menare le mani. Solomon sembra rifletterci su.
Dopo aver raccattato qualche collanina e qualche anello qua e là, la compagnia decide di barricarsi dentro un’aula per riposare e recuperare le forze

Al tramonto vengono svegliati da dei colpi sulla porta. Una voce femminile e inquietante intima loro di seguirla “…se volete rivedere lo gnomo e il chierico vivi.”
Dopo un vano tentativo di negoziare qualcosa di più dignitoso di una resa incondizionata, decidono di aprire e acconsentire alla richiesta.
Si trovano davanti una vampira procace e un minotauro maleodorante e in evidente stato di decomposizione. Rispondendo a una domanda inopportuna di Drolach, ultimamente stranamente curioso, dicono di chiamarsi Horizon e Frederic Crey.
I due scortano la compagnia lungo i corridoi del palazzo. Passano davanti a diverse aule. Da una di queste, Shynt, non visti dalla vampira e dal minotauro, riescono ad arraffare due pozioni. Solomon, ora più collaborativo, spiega loro che si tratta di una pozione curativa, subito assunta dai drow, e di una pozione che conferisce una forza taurina. Quest’ultima viene consegnata nelle mani di Zaitsun.

Preceduto da Horizon e seguito da Frederic Crey, il gruppo arriva davanti a una porta dove fa la guardia un’altra vampira prosperosa e discinta (a quanto pare, in questo piano dimensionale, si può lavorare come vampira solo esibendo una generosa scollatura). Da lì entrano in una grande sala. Solomon avverte la presenza di una potente aura magica che lui percepisce come una luce abbagliante. Hanno forse raggiunto il chierico Aclor Ren?
Alle pareti della sala ci sono arazzi finemente decorati. In fondo una scrivania massiccia ricoperta da fogli sparsi e cancelleria. Dietro la scrivania librerie i cui scaffali si curvano sotto il peso di libri e tomi di diverse dimensioni. Tutto lascia intendere che si tratti degli alloggi di Myrtle, lo gnomo a capo dell’accademia.
In mezzo alla sala due sarcofagi e una figura imponente, quasi del tutto velata da abiti nobiliari e un mantello con cappuccio. Solo un occhio rosso fuoco emerge dall’innaturale oscurità generata da quel cappuccio.
Per l’emozione Blargh si lascia scappare una sonora scoreggia. “Si lascia”? “scappare”?! Tutti conoscono la passione che Blargh mette nell’antica arte della flatulenza. Zaitsun si spaventa e gli altri sono disgustati.

Arjan, il lord vampiro che si cela sotto il cappuccio, presenta una proposta: gli avventurieri si lascino trasformare in vampiri per mettersi al suo servizio e sotto la sua oscura egida oppure…
Con fare teatrale si scosta per permettere a tutti di vedere il corpo esanime di Myrtle. La vista della gola sgozzata dello gnomo non lascia spazio a interpretazioni.
…oppure la morte.
Nello sconcerto generale, Nero ne approfitta per rovistare nei vestiti dello gnomo. Ne tira fuori qualche moneta e un anello. Shynt, con fare provocatorio gli lanciano qualche moneta. Persino Solomon è schifato dall’atteggiamento di Nero e lo maledice. Persino Solomon…

I nostri si guardano attorno come a cercare vie di fuga. La proposta di Arjan li sconvolge. La possibilità di vivere il resto delle loro vite nelle tenebre come vampiri servitori di un lord vampiro è terribile. Ma d’altra parte è pur sempre meglio che non vivere affatto. Ma ancora: l’oscura schiavitù del vampirismo è davvero vita?

Mentre il gruppo ne discute, Nero riesce a convincere Arjan a far uscire lo zombie minotauro dalla sala. Il lord vampiro acconsente quasi divertito. Ma cosa si sono messi in testa questi esseri patetici?, sembra pensare.
Gli avventurieri discutono animatamente sul da farsi. C’è chi come Zaitsun che, piuttosto che morire, accoglierebbe seppur a malincuore il “dono” del vampiro. Drolach, ingenuamente, propone di accettare la proposta di Arjan per poi ribellarsi a lui una volta acquisiti i poteri da vampiro. Ma il resto della compagnia è irremovibile e si decide di vendere cara la pelle.

Quando impugnano le armi e vanno all’attacco, ad Arjan è chiaro che la sua offerta è rifiutata. Invoca quattro gargoyle che volano nella sala infrangendo i vetri delle finestre. Poi il lord vampiro si lancia su Blargh e s’impossessa della sua mente. La situazione si fa immediatamente gravissima: Blargh poteva rappresentare una speranza di uscirne vivi. Ora diventa lui stesso minaccia.
Il minotauro zombie irrompe schiantando la porta. Inutile il tentativo di Sbghat di tenerlo a bada con la sua lancia.
La vampira Horizon fa schioccare la sua frusta verso ogni direzione. La compagnia è improvvisamente accerchiata e oppone una resistenza caparbia quanto vana. Uno dopo l’altro soccombono agli artigli di Arjan, alla frusta di Horizon, alle corna di Frederic Crey, alle zanne dei gargoyle.

Prima Zaitsun, poi Drolach e Shynt, quindi Solomon. Uno dopo l’altro cadono a terra.

Nero però è riuscito a sfuggire dallo scontro e si intrufola in una porta laterale dove trova il chierico in gabbia. Non senza difficoltà lo libera e lo mette al corrente della situazione.
Quando Arjan nota Aclor Ren, si avvicina a un sarcofago da cui emerge un uomo molto simile per fattezze e abbigliamento al chierico, ma quest’altra figura è protetta da una corazza ed è armata.
Mentre l’essere comparso dal sarcofago incalza Aclor e Nero, Arjan ne approfitta per lanciarsi da una finestra e fuggire. Anche Horizon tenta di fuggire, ma senza successo. Con un enorme sforzo, il chierico e Nero riescono ad uccidere un gargoyle, poi un altro.
Blargh, ancora sotto l’infausto influsso di Arjan colpisce a morte Sbghat. Solomon è incornato dal minotauro e muore. Lo stesso Nero viene sbrindellato dall’arma dell’uomo taurino.

Qualcosa sembra succedere ad Aclor Ren, tanto che il chierico corazzato gli grida “Non farlo!”

Prima dal volto, poi dal torace di Aclor emana una luce bianca e di intensità crescente. Il minotauro zombie cerca di colpirlo con l’ascia, ma l’arma attraversa il chierico come se fosse fatto d’aria. Il chierico con l’armatura si lancia dalla finestra terrorizzato un attimo prima che la stanza sia inondata di luce.

Poi il nulla.

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