La città perduta di Alexis

Capitolo 2

Catacombe, che passione!

Ripreso fiato, i nostri eroi cercano di capire che cazzo sia successo facendo domande ai rifugiati (un contadino, una guardia di paese e 3 bambini, di cui uno muto dal terrore).

Stando a quanto raccontano, gli zombie avrebbero attaccato il paese la settimana precedente e loro sarebbero gli ultimi 5 sopravvissuti. Le case e il castello sarebbero andate in fiamme durante gli scontri e, cosa importante, una barriera invisibile blocca l’uscita dalla città.

Durante la discussione, altre informazioni utili saltano fuori, come il fatto che i non morti sarebbero attratti dai rumori e una storia interessante: anni prima il chierico della città, un certo Aclos Ren si era offerto in sacrificio ad un clan di orchi mangiatori di uomini, il clan delle ossa bianche, per porre fine agli attacchi sulla città.

Le ossa del chierico erano state restituite alla città e sepolte nelle catacombe sotto al castello.

Il rifugio è in realtà una biblioteca, e cazzeggiando tra i libri Zaitsun trova un libro di storie e leggende su Aclos Ren. Non essendo un libro di cucina elfica, lo regala a Solomon, che studiandolo scopre che il “martirio” di Aclos potrebbe non essere stato consenziente.

Nel frattempo Shynt si posizionano alla finestra al piano di sopra accorgendosi di una nutrita schiera di loschi figuri che si aggirano nella città. Non sono un pericolo immediato ma lo saranno certamente nel caso i nostri decidano di avventurarsi tra le strade del villaggio.

Seguendo un ragionamento non meglio precisato, il gruppo decide che sia il caso di investigare le spoglie del martire, e dopo aver scoperto che nella biblioteca c’è un accesso alle catacombe (non si sa se le stesse del castello) decide di partire per una rilassante serata a base di furto di cadaveri.

Le scelte che si pongono ora sono 2: cercare di raggiungere il castello uscendo di casa e finendo in pasto ad un numero imprecisato di non-morti o perlustrare le catacombe sotto la biblioteca sperando siano connesse con quelle del castello. Visto come è andata col comitato d’accoglienza appena arrivati il gruppo preferisce perlustrare l’ignoto sotto la biblioteca.

Prima di partire, Nero riceve in dono da una bambina un rametto che sarebbe in realtà una “bacchetta magica” e Solomon offre alla guardia 50 monete d’argento (il prezzo di una capra) per proteggere Lord Koven (che non ne ha mezza di scendere là sotto).

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Il passaggio consiste in un corridoio in discesa, che si rivela essere cosparso di trappole. Le prime 2 vengono percepite da Shynt e Nero, che purtroppo si becca alcune freccette in faccia tentando di disinnescarne una. Shynt sono più fortunati e riescono a disinnescare l’altra.

Davos viene inoltre afferrato dalla mano di un non-morto, improvvisamente comparsa dal muro, ma che viene sradicata insieme a tutto il braccio dalla possenza del guerriero.

Al termine del corridoio, il gruppo giunge in un’enorme stanza circolare, contenente 6 sarcofagi di pietra verticali. Il ladro Nero non si accorge di una nuova trappola. Innescata, i sarcofagi si aprono, dentro di loro non si vede altro che il buio. Zaitsun corre subito ad un sarcofago, ci ficca la torcia dentro e si accorge dell’ospite: un cavaliere scheletrico con tanto di armatura… e animato!

Colto di sorpresa, l’attaccabrighe esclama “Porco Pelor!” e assesta un sonoro cazzotto allo scheletro, il quale lo ricambia con una testata in faccia. Il chierico sente l’esclamazione e si rabbuia.

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Dagli altri sarcofagi iniziano ad uscire altri scheletri, in armatura e armi pesanti. Il gruppo parte subito all’attacco: Davos e Blargh li tengono a bada, Nero tenta di aggirarli per coglierli alla sprovvista. Sbghat da buona scimmia si arrampica su un muro per far piovere frecce sul nemico, ma la prima cosa che pioverà – e purtroppo nemmeno sul nemico – sarà il suo arco… sfortunatamente scagliato a terra da un tiro uscito male. Drolach e Shynt tengono le retrovie, anche loro sparando frecce e quadrelli, anche se con qualche difficoltà (Shynt, in un vuoto di memoria si dimentica come si usa un arco e gli arriva sul naso, mentre il mezzorco Drolach pianta un dardo nella schiena a Nero). Zaitsun scompare nel sarcofago e si sente rumore di schiaffi.

Nel frattempo, il chierico si rifiuta di combattere, forse indispettito dalla bestemmia di Zaitsun, e Solomon usa tutte le sue doti motivazionali per convincerlo, ma senza successo.

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Nell’immagine, Solomon ce la mette tutta a cercar di convincere il Chierico a fare qualcosa.

Nonostante ciò, il gruppo sembra avere la meglio, addirittura anche il comparto frecce comincia a fare la sua parte colpendo ed eliminando alcuni non-morti.

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Quando tutto sembra andare per il meglio, dal soffitto piovono due ragni giganti.

Seguono momenti concitati, con Sbghat che si lancia eroicamente dal muro sopra ad uno dei due ragni, lo infilza con la sua mini-lancia e comincia a cavalcarlo, mentre il ragno (con il suo addome flessibile) gli getta una ragnatela addosso.

Grazie ad un’ottima coordinazione, il gruppo trionfa anche su questi due nuovi avversari, nonostante Zaitsun sia ancora nel sarcofago e Solomon e il chierico stiano chiacchierando amabilmente. Uno dei ragni viene letteralmente fatto esplodere da Davos a colpi di spada.

La battaglia è conclusa e Zaitsun esce dal sarcofago con uno scheletro legato come un salame. In seguito gli mette un bavaglio per impedirgli di mordere e gli avvolge le mani in stracci stile “doraemon”. Lo scheletro sarà battezzato “Zio Tibia”.

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